Rassegna Stampa Fiscale
Il Sole 24 Ore - Giorgio Gavelli - Pag. 30
Congruità delle spese da valutare in base all’impresa o al mercato
Con 5 sentenze dello scorso 11 giugno la Corte di cassazione ha chiarito i criteri di deducibilità degli interessi passivi e il rapporto tra antieconomicità e inerenza dei costi d’impresa. Il caso riguardava una sub-holding italiana che aveva contratto finanziamenti infragruppo per acquisire partecipazioni, contestati dall’Agenzia delle Entrate come operazioni antieconomiche. La Corte di cassazione conferma che gli interessi passivi sono deducibili nei limiti dell’articolo 96 del Tuir, purché i finanziamenti siano collegati all’attività d’impresa nel suo complesso. L’inerenza va valutata in termini qualitativi e non quantitativi: non coincide quindi con la congruità o convenienza economica del costo. L’antieconomicità può rappresentare un indizio di non coerenza, ma non determina automaticamente l’indeducibilità dei costi, che richiede una prova concreta di sproporzione rispetto all’impresa o al mercato. Spetta al contribuente dimostrare l’inerenza dei costi.