Slitta a lunedì il decreto legge per ridurre i costi delle bollette elettriche. Intanto il Governo ha deciso la nomina dei leghisti Nuccio Altieri per la presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione e Giulio Centemero come nuovo commissario Consob. Il decreto Bollette-bis ha richiesto aggiustamenti che hanno giustificato il rinvio. Il testo sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri di lunedì prossimo. Nel frattempo proseguono le interlocuzioni con l’Unione europea e le verifiche da parte del Mef. La Ragioneria dello Stato avrebbe evidenziato un problema di natura contabile, relativo all’utilizzo delle risorse incassate quest’anno dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali attraverso la vendita del gas di sistema da parte di Snam, per ridurre le bollette l’anno prossimo. Le regole della contabilità pubblica non lo consentono. Per ridurre il costo dell’energia i tecnici del Mase lavorano all’introduzione di un tetto al prezzo del gas venduto all’ingrosso, in modo da abbassare il costo per i produttori di energia e di conseguenza quello delle bollette. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Dl bollette, slitta ancora il via libera Pochi margini per altri correttivi’ – pag. 6)
Rassegna Stampa Fiscale
6 Novembre 2026
Corriere della Sera - Federico De Rosa - Pag. 21
Bollette, nuovo rinvio Polemiche sulle nomine alla Consob e all’Anac
6 Novembre 2026
Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour, Giovanni Parente - Pag. 2
Superbonus, mina inflazione sui crediti spalmati in 10 anni
Potrebbe costare molto caro il rinvio forzato di circa 18,5 miliardi di euro di crediti fiscali legati al Superbonus. La cifra è vicina ai due miliardi ma potrebbe aumentare in presenza di scenari avversi. È quanto prevede l’articolo 37 del Ddl di Bilancio 2027. Dunque, il rinvio fino al 2036 degli importi in compensazione potrebbe avere pesanti ricadute sui bilanci di banche, imprese edilizie e professionisti. Nello scenario più ottimistico la perdita di valore, con l’inflazione al 2%, sarà nell’ordine di nove punti percentuali ma potrebbe andare oltre, arrivando fino al 16,2%, in caso di maggiori oscillazioni delle variazioni dei prezzi. Naturalmente la misura non riguarda i cittadini che hanno effettuato le ristrutturazioni ma solo chi ha acquisito i crediti fiscali ceduti. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Imprese, trappola Superbonus’ – pa. 24)
6 Novembre 2026
Il Sole 24 Ore - Gianni Trovati - Pag. 3
Pensioni, tra rivalutazioni e Irpef colpo ai redditi 42-50 mila euro
L’inflazione scatenata dalla guerra con l’Iran è costata al Presidente Donald Trump le elezioni di midterm. Ma il costo pesa per tutti e, dunque, anche sui pensionati italiani attraverso il taglio dell’indicizzazione. La manovra 2027 prevede una rivalutazione ridotta per le pensioni superiori a 4 volte il minimo, mentre si discute di nuove forme di flessibilità in uscita. La misura interessa circa 1,7 milioni di pensionati, con redditi generalmente superiori a 32 mila euro lordi annui. I più penalizzati sono quelli con pensioni intorno ai 50 mila euro lordi, che perderanno circa 535 euro netti all’anno. Il taglio è particolarmente incisivo nella fascia tra 42 mila e 50 mila euro, anche per effetto delle nuove aliquote Irpef. La rivalutazione ridotta avrà inoltre conseguenze sugli aumenti futuri, perché ridurrà progressivamente la base di calcolo delle pensioni.
6 Novembre 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 5
Concordato, in tre anni 1 milione di partite Iva a pieni voti in pagella
Lotta all’evasione. Sono 253 mila le adesioni al Concordato preventivo biennale nella versione 2026-2027. In pratica, il 9,4% della platea delle partite Iva interessate. Inizia, però, ad emergere il consolidamento dell’affidabilità fiscale dei contribuenti. Infatti, proprio grazie alla spinta del patto con il fisco, sono quasi un milione i contribuenti arrivati a pieni voti, con un incremento di quasi 300 mila rispetto a prima della partenza del sistema, con un balzo in avanti nell’ultima tornata dichiarativa. Fanno riflettere due cifre, soprattutto se guardate in prospettiva. La prima è che le tre edizioni del concordato hanno totalizzato complessivamente 771.624 adesioni. Una cifra che supera i controlli effettuati dalle Entrate in un triennio. E portando questi contribuenti spontaneamente in un’area di affidabilità fiscale è come se l’Agenzia avesse di fatto raddoppiato le posizioni ‘sorvegliate’, potendo così liberare risorse, energie e tempo per evasioni e frodi fiscalmente più pericolose. Inoltre, crescono di quasi 3 miliardi nel 2026 i redditi rispetto a quelli dichiarati per il periodo d’imposta 2025. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Il Concordato torna a correre’ – pag. 22)
6 Novembre 2026
Il Sole 24 Ore - Cristina Bartelli, Gian Paolo Ranocchi - Pag. 5
Patto con il Fisco Ora è il momento del ravvedimento
Scaduto il termine per aderire al Concordato preventivo biennale, è tempo di bilanci. La volontà era quella di convincere i circa 460 mila contribuenti già aderenti a rinnovare il patto con il Fisco, assicurandosi per altri due anni la certezza del carico fiscale attraverso la preventiva determinazione del reddito imponibile. Nel primo periodo hanno aderito complessivamente 584 mila soggetti, generando 1,6 miliardi di euro di gettito. Per incentivare i rinnovi sono stati introdotti benefici fiscali, maggiori tutele e un sistema di riduzione delle proposte di reddito imponibile. Il meccanismo è stato esteso anche ai contribuenti con punteggi ISA inferiori a 8. Dal prossimo 1°gennaio sarà possibile accedere al ravvedimento speciale per gli anni 2020-2023, ma soltanto per chi ha rinnovato il concordato. La precedente sanatoria aveva coinvolto circa 188 mila contribuenti, con imposte sostitutive dovute per oltre 1,26 miliardi di euro.
6 Novembre 2026
Il Sole 24 Ore - Giorgio Gavelli - Pag. 36
Alla rivalutazione degli immobili si applica l’imposta sostitutiva
L’articolo 14 della manovra 2027 apre alle imprese la possibilità di rivalutare gli immobili diversi dalle aree fabbricabili e da quelli merce. La nuova opportunità interessa i fabbricati utilizzati nell’attività d’impresa. La misura, opzionale, riguarda le imprese che non hanno adottato gli Ias/Ifrs e va riportata nel bilancio 2026 con riferimento agli immobili presenti al termine dell’esercizio 2025. Il costo per l’effetto fiscale della rivalutazione è dell’8% per i beni ammortizzabili e del 4% per quelli non ammortizzabili, importo che andrà corrisposto in un’unica soluzione entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi 2026. A questo importo può facoltativamente essere aggiunto un 10% per affrancare la riserva di rivalutazione, saldo attivo che, di per sé, nasce come riserva in sospensione d’imposta.
6 Novembre 2026
Il Sole 24 Ore - Alessandro Germani, Franco Roscini Vitali - Pag. 37
Ricavi, la rilevazione stabilisce il tipo di bilancio da adottare
Il principio contabile Oic 34 chiarisce come contabilizzare i ricavi distinguendo tra società che agiscono per conto proprio e quelle che operano come intermediari. Chi agisce per conto proprio assume responsabilità, rischio di magazzino o potere di determinare i prezzi e contabilizza ricavi e costi dell’intera vendita. Chi opera per conto terzi, invece, registra soltanto le commissioni spettanti, senza iscrivere il ricavo della vendita e il relativo costo di acquisto. La corretta classificazione ha conseguenze anche fiscali, per effetto del principio di derivazione, e incide su diversi obblighi contabili. Errori nella contabilizzazione possono determinare l’adozione di schemi di bilancio inappropriati e influire sull’obbligo di nominare revisori o organi di controllo. Diventa quindi fondamentale interpretare attentamente i contratti, specificando con precisione diritti, obblighi e responsabilità delle parti.
6 Novembre 2026
Il Sole 24 Ore - Alessandro Germani - Pag. 38
Va tassata la cessione della partecipazione del trust basato all’estero
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello 201 di ieri, ha precisato che un trust estero che possiede una partecipazione nella quale è iscritto un immobile situato in Italia in caso di cessione realizza una plusvalenza tassata. Il caso riguarda un trust delle Isole Vergini Britanniche che intendeva vendere una partecipazione societaria contenente un immobile italiano. L’istante sosteneva che, considerando il trust come interposto, si potesse beneficiare dell’esenzione prevista per gli immobili posseduti da oltre cinque anni. L’Agenzia respinge questa tesi: l’oggetto della cessione è una partecipazione societaria, non direttamente un immobile. Di conseguenza, si realizza una plusvalenza finanziaria imponibile in Italia, anche se l’immobile sottostante è posseduto da oltre cinque anni.
6 Novembre 2026
Italia Oggi - Fabrizio G.Poggiani - Pag. 25
Prima casa con mini-Iva
Con la risposta n. 200/2026 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla decadenza dalle agevolazioni sulla casa e, in particolare, su quella applicata ai sensi della Tabella ‘A’ Parte II n. 21) allegata al Dpr 633/1972. La vendita entro due anni evita la decadenza anche se il nuovo immobile è collocato all’estero. I contribuenti, quindi, possono evitare la decadenza dall’Iva agevolata al 4% se, dopo aver preso possesso dell’abitazione estera e averla adibita a propria dimora abituale, vendono l’immobile italiano entro due anni dall’acquisto estero.
6 Novembre 2026
Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 26
Attrezzature gratis fuori dall’Iva
Il Tribunale Ue, nella sentenza del 4 novembre 2026, T-680/25, ha statuito che l’impresa che mette gratuitamente a disposizione di un terzo attrezzature che costui utilizza esclusivamente per produrre componenti destinati ad essere installati nei beni da essa prodotti non effettua un’operazione imponibile ad Iva; tale prestazione senza corrispettivo non può essere assimilata ad una prestazione a titolo oneroso ai sensi dell’articolo 26, par. 1, della direttiva 2006/112/CE del 28 novembre 2006, in quanto non è effettuata per finalità estranee all’esercizio dell’impresa. Irrilevante il fatto che le attrezzature dell’impresa non siano utilizzate direttamente dal soggetto che le fornisce i componenti, bensì da un terzo che li produce per conto di un soggetto intermediario dal quale essa li acquista.